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L’educazione del proprio cane è un passaggio fondamentale, che è opportuno compiere quando si decide di prendersene cura. Infatti, il cane è un’animale estremamente intelligente che può facilmente imparare a capire ciò che può fare e quello che, invece, dovrebbe evitare.

Avere un piccolo amico a quattro zampe è un vero e proprio piacere che ci permetterà di sperimentare l’amore incondizionato che solamente loro sanno dare ai padroni. Se abbiamo dei bambini in casa i cani se ne “prendono cura”, giocando con loro e addirittura difendendoli o consolandoli nel caso del bisogno.

Tuttavia, se non ci muoviamo nel modo migliore il nostro compagno di giochi potrebbe facilmente sviluppare comportamenti scorretti. Un esempio pratico è un cane che abbaia costantemente senza alcuna ragione, solamente perché facendolo sa che otterrà le attenzioni che in quel momento gli mancano. Questo accade perché, esattamente come i bambini, anche gli animali vanno educati correttamente, portandoli a capire quali comportamenti sono accettabili e quali no, sia dentro casa che all’esterno.

Ma scopriamo subito i 10 consigli migliori per educare il cane!

1) L’importanza dei primi giorni in casa

Innanzitutto, è bene tenere a mente che educare il cane è un processo lungo che dovrebbe iniziare fin dai primi giorni in cui lo portiamo a casa nostra. Uno dei passaggi fondamentali è la comprensione del suo nome. In questi momenti conoscitivi è importante ripeterglielo parecchie volte soprattutto nei momenti in cui è a suo agio e si diverte con noi. Sarebbe anche ideale evitare di rimproverarlo, per ora, usando il suo nome altrimenti rischieremmo che lo associ ad eventi e ripercussioni negative. In questo primo periodo potremmo saldare il legame anche con giochi educativi, come il riporto di una pallina.

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2) La cuccia del nostro cane

Potrà sembrare strano, ma l’educazione del cane domestico passa anche dalla sua cuccia. Questo avviene perché, esattamente come per noi umani, deve avere un luogo che avverte come esclusivamente suo, dove stare tranquillo e a suo agio. I cani generalmente tendono ad assopirsi negli ambienti in cui sono in compagnia dei padroni sentedoli come più sicuri. Posizioniamo la sua cuccia dove può sentire le nostre voci e vederci nel caso si svegliasse, ma anche in una posizione lontana da eventuali spifferi. Teniamo anche conto che saranno loro a scegliere la cuccia e potrebbero non apprezzare subito quella che gli abbiamo comprato, ma è bene non forzarli!

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3) Il comando “Vieni!”

Una volta che ci siamo assicurati che il cane si sente a suo agio negli spazi di casa è bene che capisca anche come comportarsi all’esterno. Portiamolo fuori con il guinzaglio in un luogo che riteniamo sicuro e tranquillo, possibilmente in assenza di altri cani che lo distraggano. Liberiamolo e cominciamo a fargli avere dimestichezza con il comando “Vieni!, anche se inizialmente non lo capirà. Allontaniamoci e con voce calma ma decisa ripetiamo il comando accompagnandolo con il suo nome. Se non dovesse capire inginocchiamoci e battiamo le mani per attirare la sua attenzione. Occhio, però, dovremo anche ricompensarlo quando eseguirà l’ordine correttamente.

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4) Il guinzaglio: mai troppo corto o tirato

Quando il nostro cane avrà cominciato ad acquisire dimestichezza con il mondo esterno e con il comando “Vieni”, sarà importante capire come portarlo al guinzaglio. Il momento della passeggiata è fondamentale nell’educazione del cane e non dovremo lasciarlo al caso! Innanzitutto, teniamo a mente che finché si tratta di cuccioli o cani di piccola taglia la scelta migliore sono i guinzagli allungabili. È importante che sia sufficientemente lungo per permettergli di esplorare le immediate vicinanze, ricordandoci anche che non è affatto indicato tirarlo o strattonarlo. Quando si allontana chiamiamolo affinché sia lui ad avvicinarsi o andiamogli noi incontro. Se il cane si ferma o strattona nella direzione opposta a noi, fermiamoci un attimo e rassicuriamolo con un paio di carezze invece che strattonarlo e costringerlo.

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5) Rimproverare il cane

Come con i bambini, i rimproveri sono importantissimi perché il cane capisca cosa può fare con il nostro consenso. Nei primi giorni in casa sgridiamolo solo quando è strettamente necessario, altrimenti i nostri rimproveri perderanno ogni possibile senso. Se lo lasciamo solo in una stanza e inizia ad abbaiare, sarà opportuno sgridarlo invece che dargli attenzioni, o assocerà l’abbaiare alla ricompensa delle carezze. Similmente, se salisse dove non dovrebbe potrebbe essere un’altra buona ragione per sgridarlo. È importante specificarlo, accompagnare i rimproveri con delle sberle porterebbe il cane a perdere la sua fiducia in noi con effetti controproducenti.

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6) Oltre ai rimproveri, le ricompense

L’educazione del cane passa, ovviamente, anche dalle ricompense che gli diamo. Queste servono a fargli capire che ha fatto una cosa giusta, facendogliela associare al premio e dunque alla gratificazione. Queste possono essere carezze, complimenti e lodi, ma ovviamente anche biscottini o alimenti di qual si voglia genere. Teniamo anche a mente che affinché la ricompensa sia riconosciuta come tale deve essere data entro pochissimi secondi dall’azione che vogliamo premiare. Più tempo passerà, infatti, e minore sarà la comprensione del cane di ciò che ha fatto di giusto. Non dobbiamo avere remore a premiare il nostro amichetto, perché è il modo migliore che abbiamo per educarlo!

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7) L’alimentazione

Un altro tassello fondamentale per educare il cane è la corretta gestione dell’alimentazione. Si crede spesso che dare un boccone al nostro amichetto possa essere una cosa buona e giusta, ma non sempre è così. Se mentre siamo seduti a tavola intenti a consumare il nostro pasto il cane si avvicina e chiede cibo, dovremmo evitare di darglielo. Questo perché altrimenti prenderà l’abitudine di chiedercelo, creando anche situazioni spesso sconvenienti con gli ospiti o episodi di aggressività nel caso glielo rifiutassimo dopo anni. Sarà probabilmente dura nei primi giorni, ma piano piano si abituerà comprendendo qual è il momento in cui dovrebbe lasciarci tranquilli. Cerchiamo anche di regolarizzare gli orari dei suoi pasti assieme ai nostri, magari riempiendogli la ciotola quando stiamo per sederci a mangiare.

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8) Correggere l’aggressività

Non bisognerebbe mai dimenticare che gli episodi di aggressività andrebbero corretti il prima possibile. È un passo importantissimo nell’educazione del cane perché almeno eviteremo, in futuro, che diventi consuetudine. Una delle cause principali dell’aggressività del nostro amico a 4 zampe è il rumore, quindi dovremmo abituarlo a conviverci fin da piccolo. Per farlo, un’idea potrebbe essere portarlo in zone industriali, oppure vicino ad aeroporti o strade molto trafficate. Inoltre, quando il cane inizia ad essere aggressivo dovremo rimproverarlo, ma evitiamo di alzare eccessivamente la voce, altrimenti otterremo l’effetto opposto.

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9) Non sottovalutare il momento del gioco

Il cane è un animale che, notoriamente, richiede molte attenzioni e che non si farà problemi a venirle a cercare da noi. Fin da quando è cucciolo, per educarlo, non dovremo mai sottovalutare le sue richieste, soprattutto nei momenti in cui vuole giocare. Assecondandolo salderemo il legame con il nostro piccolo amico, che saprà sempre di poter trovare compagnia in noi. D’altronde non è necessario starci dietro ore ed ore, anche se siamo stanchi qualche minuto di attenzioni lo soddisferanno, calmando anche eventuali richieste “eccessive” (come abbaiare costantemente o saltare e correre in giro).

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10) Insegnare al cane qualche semplice comando

Infine, per una corretta educazione del cane sarà importante anche insegnargli qualche comando basilare. Dopo il “vieni” durante le passeggiate, potremmo insegargli a sedersi a comando, oppure a darci la zampa. Questo contribuirà sia al nostro legame con lui, sia a fargli capire l’importanza dei nostri ordini nei suoi confronti. Generalmente, insegnare questi comandi al nostro amichetto, richiede tempo e costanza, oltre che una buona dose di ricompense per quando riuscirà a portare a termine l’ordine.

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