Come evitare le truffe su luce e gas

Il desiderio di molte famiglie è quello di risparmiare il più possibile su luce e gas ed è proprio per questo motivo che si deve stare molto attenti alle truffe. Infatti, secondo l’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, il 65,6% degli intervistati ha dichiarato che la bolletta elettrica è la voce che più incide sul bilancio familiare e oltre 7 su 10 vorrebbero riuscire a risparmiare. Questo desiderio è proprio il punto su cui insistono i truffatori per attirarvi nella loro trappola ma per non correre nessun rischio, ecco alcune regole fondamentali che vi terranno lontano dalle truffe.

Valutare il canale utilizzato

Il primo elemento da considerare, per non correre il rischio di cadere in truffe, è quello di valutare il canale che viene utilizzato per proporre la frode legata alle bollette di luce e gas. Uno di questi è il cellulare o il telefono, con il quale vi richiederanno i dati personali. Un altro mezzo è l’invio di un messaggio di posta elettronica che, in risposta ad esso o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali. Infine, altri truffatori potrebbero presentarsi direttamente davanti alla porta di casa. In ognuna di queste situazioni è indispensabile che, chi si interfaccia con voi, debba qualificarsi in modo da poter verificarne l’identità e l’effettiva appartenenza allo staff dell’azienda per la quale dice di lavorare. Inoltre, è bene tenere a mente che, in nessun caso, i fornitori di luce o gas accettano che i loro incaricati riscuotano denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio.

Controllare il contratto

La ricerca mUp per Facile.it haq anche fatto emergere che nel 66% dei casi, a spingere verso un nuovo fornitore è la ricerca di un prezzo inferiore rispetto a quello che si sta pagando. Ed è proprio su questo punto che insistono i truffatori. Quindi, per controllare la veridicità della proposta che vi è stata fatta, è importante che vi venga inviata la forma scritta del contratto. Nel suddetto dovranno essere specificati gli strumenti per verificare la correttezza delle informazioni offerte. Il controllo può essere effettuato attraverso gli sportelli di aiuto dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera).

Attenzione a rilasciare il POD e il PDR

Ogni fornitura è abbinata ad un codice alfanumerico che resta inalterata anche al cambio del fornitore. Questo codice si chiama POD per l’energia elettrica e PDR per il gas. Senza questi codici non c’è nessuno modo per procedere ad un cambio di operatore e, quindi, è proprio la prima informazione che i truffatori cercano di cogliere. Per cui, se qualcuno si presentasse come rappresentante dell’azienda che già vi fornisce l’energia, non ha senso vi chieda i codici, perché, se realmente lavora per il vostro fornitore, quel codice è già in suo possesso.

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Fonte immagine: Pixabay

La validità del contratto e le voci in bolletta

Affinché il contratto di utenza sia valido deve esistere una doppia conferma da parte vostra, che potrà essere concessa sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Inoltre, ponete attenzione nel caso vi chiamino da un , call center sospetto. In questo caso è bene non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici, perché queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” per simulare l’approvazione al cambio di fornitore. L’ultima accortezza è quella di controllare la bolletta. Nel caso in cui si presentino diciture come “cessazione contratto” o altre sospette, contattate subito il fornitore e, se fosse il caso, anche l’autorità Garante della concorrenza e l’Arera.

Come uscire dalla trappola

Nel caso sfortunato in cui siate già caduti nella trappola delle truffe di luce e gas, esistono diversi modi uscirne indenni. Nel caso in cui abbiate modo di dimostrare che la firma sul contratto non è vostra o vi è stata estorta con l’inganno, potrete respingere come non proprio il contratto inviando un formale reclamo. In questo caso si ha il diritto di non pagare la bolletta, di sporgere denuncia all’Autorità Garante e potrete anche pretendere che, il fornitore presso cui siete stati registrati, vi riporti immediatamente in quello precedente.

Nel caso si cambi idea

Nel caso in cui si cambi idea e si voglia recidere il contratto, vi potete avvalere del abbiate “diritto di ripensamento”, senza intercorrere in alcuna penale o obbligo di dare motivazione. Attenzione ai tempi, perché in questi casi si ha un massimo 14 giorni che partono con il conteggio dalla firma del l’accettazione della proposta, in qualsiasi forma sia stata fornita.