Tasse: ecco quali pagare se vuoi acquistare una casa

Quando si decide di acquistare una casa, oltre al prezzo dell’abitazione, subentrano numerose tasse che è necessario pagare. Anche se la legge prevede un’agevolazione fiscale sull’acquisto della prima casa, quando si compra una casa che non è la prima queste non sono previste. In generale, l’acquisto di una casa deve avvenire in due passaggi distinti: la firma del rogito notarile e la firma del compromesso. Entrambe queste operazioni però costituiscono un costo aggiuntivo al normale prezzo dell’abitazione e hanno due funzioni diverse. La firma del compromesso non trasferisce la proprietà ma costituisce solo un impegno vincolante a trasferirla in un secondo momento; il rogito notarile, invece, rappresenta il contratto definitivo.

La firma del compromesso

Come anticipato, alla firma del compromesso, il compratore deve pagare l’imposta di registro allo Stato che ammonta a 200 euro alla quale si allega l’imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate. Questa è una quota fissa e non cambia in base al valore della casa o al prezzo della compravendita stabilito. A questa tassa si aggiunge l’imposta di registro proporzionale che varia se si compra dal privato o dal costruttore. Per l’acquisto da un privato, l’imposta di registro proporzionale sarà del 0,5% della somma prevista come caparra confirmatoria.

Se si acquista dal costruttore o da un soggetto con partita Iva l’imposta sarà differente: nel caso in cui si versasse subito un acconto, quest’ultimo deve essere fatturato con addebito dell’Iva.

La firma del rogito notarile

Anche in questo caso la differenza dipende se l’acquisto viene fatto da un privato o dal costruttore. Comprando una casa direttamente dal produttore, la cessione è esente da Iva, quindi il compratore dovrà pagare l’imposta di registro in misura proporzionale del 9%, l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro e l’imposta catastale fissa di 50 euro. Mentre, se il venditore è un privato, l’acquirente dovrà pagare, oltre alle due imposte fisse di 50 euro l’una, anche l’imposta di registro proporzionale del 9%.

In generale però, in entrambi i casi l’imposta di registro proporzionale non può comunque essere di importo inferiore a 1.000 euro.

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