Gelso: come prendersi cura di questo prezioso albero

gelso

Il gelso è una pianta antichissima di origine asiatica che si è diffusa in gran parte del pianeta perché resistente e ricca di proprietà. I suoi frutti infatti erano già apprezzati dai greci e dai romani. Del gelso infatti possono essere utilizzati i frutti, le foglie e il legno, ma soprattutto si tratta di una pianta ombrosa e capace di catturare lo smog. Tutti ottimi motivi per averla nel proprio giardino.

Caratteristiche del gelso: la pianta antismog

Il gelso fa parte delle famiglie delle moracee. Si è diffuso naturalmente dall’Asia all’Africa settentrionale fino al Nord America. È stato importato fino in Europa dove ha trovato un clima favorevole e, ad oggi, si può trovare comunemente in Italia a diverse latitudini.

La sua struttura si sviluppa ad albero o ad arbusto e per secoli è stato coltivato dagli uomini per le sue foglie, che rappresentano l’alimento esclusivo del baco da seta.

Dopo un progressivo declino della sua fama, negli ultimi 20 anni si sta assistendo a un ritorno della coltivazione del gelso. Oltre che nelle case e nei giardini privati, è facile incontrarlo nei parchi pubblici perché molto ombroso e piuttosto resistente a parassiti e sbalzi di temperatura.

In più, il gelso è un albero dalle proprietà prodigiose in fatto di inquinamento.

Le sue foglie sono in grado di assorbire l’anidride carbonica, il monossido di carbonio, l’acido fluoridrico, il cloro e l’anidride solforosa presenti nell’atmosfera. Le sue radici invece riescono ad assorbire gli inquinanti del suolo. Per questo motivo, il gelso viene piantato anche per bonificare i terreni delle ex aree industriali.

Come prendersi cura del gelso

Il gelso prospera sia in riva al mare che ad altitudini fino ai 1000 metri. Cresce praticamente ovunque ma il suo habitat ideale, quello in cui la crescita è più rigogliosa e veloce, è il clima temperato. Predilige i terreni piatti, ben drenati ed esposti al sole.

In situazioni di difficoltà, come ad esempio troppa ombra, molto freddo o mancanza d’acqua, il gelso non muore ma la sua crescita viene compromessa e potrebbe non dare frutti.

Il modo migliore per introdurlo nel proprio giardino è quello di acquistare una pianta giovane e metterla a dimora nella terra o in un grande vaso. In quest’ultimo caso, tenete presente che deve essere piuttosto profondo e dovrete periodicamente concimarlo con del compost. Se vivete in luoghi dal clima rigido, in inverno è meglio proteggere le radici con la pacciamatura e optare per la varietà di gelso dalle more bianche, in grado di resistere a sbalzi di temperatura davvero estremi: dal -30 ai 40°C. 

Se invece vivete vicino al mare, la celebre granita siciliana alle more di gelso ne è la prova, meglio scegliere la qualità nera, che non patisce la salsedine e i terreni molto aridi. Per gustare il frutto del gelso, che comunemente si chiama mora ma il loro nome corretto sarebbe sorosio, bisogna attendere l’estate. I frutti maturi possono essere raccolti con delicatezza ma solitamente cadono dall’albero naturalmente. Per questo motivo, meglio stendere dei teli sotto la pianta e scuotere i rami per coglierli.

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