Amianto in casa? Ecco come comportarsi se è presente

amianto in casa

L’amianto in Italia è stato bandito ufficialmente dal 1992, ma nonostante questo continua a rappresentare una minaccia concreta per la salute delle persone. Infatti, sul territorio nazionale ci sono ancora tantissimi edifici caratterizzati dalla presenza di amianto nelle coperture, nelle canne fumarie e in tante altre parti. Ma cosa succede e quali sono i rischi se si scopre di avere amianto in casa?

Quanto è presente l’amianto in Italia?

Diversi studi scientifici hanno evidenziato come l’amianto sia cancerogeno per l’uomo e quindi portatore di malattie mortali. Un fatto ormai acclarato nel nostro Paese, ma la presenza di questo materiale nelle abitazioni resta altissima.

Oggi paghiamo il fatto che per oltre un secolo l’amianto sia stato utilizzato tantissimo non solo nel settore dell’edilizia, ma anche in quello dell’industria.

Un tempo si usava per tantissime tipologie di applicazioni, compresi piccoli elettrodomestici e soluzioni per la coibentazione di tetti, navi, treni; oppure per rivestire tubi, caldaie, turbine e così via. Come risulta da una stima pubblicata dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione sugli Infortuni del Lavoro (INAIL), nonostante siano stati dismessi circa 60 siti di produzione di amianto, la presenza di questo materiale è ancora molto importante sul territorio nazionale. E si concentra principalmente nell’ambito edile, sia a livello privato che pubblico.

I rischi per la salute

Il rischio amianto dovrebbe essere preso in considerazione da chiunque viva in una casa costruita tra il 1946 e il 1992. In queste circostanze è molto probabile che ci siano ancora residui di amianto, un killer silenzioso che può essere contrastato con semplici procedure che permettono la rimozione oppure la bonifica. Per quanto riguarda la salute delle persone, è indispensabile sapere che l’amianto è effettivamente pericoloso quando si disperde nell’aria.

Questo materiale è realizzato con strati di fibre che possono disgregarsi in maniera piuttosto semplice, formando polveri sottili.

Se inalate, c’è un rischio concreto di ammalarsi con problematiche piuttosto serie a carico dei polmoni e di tutto l’apparato respiratorio. Purtroppo le fibre sono microscopiche e invisibili all’occhio umano. Per questo bisogna adottare delle precauzioni per evitare il deterioramento del materiale, procedendo eventualmente con un intervento di rimozione da effettuare solo ed esclusivamente da personale competente.

Quando una persona respira fibre di amianto ci sono 3 principali malattie che possono presentarsi. La prima è l’asbestosi, una sorta di cicatrizzazione dei tessuti polmonari, oppure il cancro del polmone stesso. La terza opzione è il mesotelioma, ossia un cancro della pleura (la membrana che avvolge i polmoni), oppure del peritoneo che avvolge la cavità addominale.

A conferma di quanto queste malattie siano pericolose, c’è da sottolineare come l’asbestosi può comportare delle difficoltà respiratorie molto gravi fino alla morte; il cancro del polmone, invece, è mortale al 95% e può derivare dalla stessa asbestosi. Purtroppo, anche il mesotelioma è una malattia dalla quale non si guarisce e che può portare alla morte entro un anno e mezzo dalla diagnosi.

Cosa fare se in casa c’è l’amianto

L’amianto è motivo di preoccupazione per la salute di chi vive in un ambiente residenziale, ed è per questo che bisogna rivolgersi ad una ditta specializzata che dovrà procedere con l’intervento di rimozione o con la bonifica.

Il proprietario che si accorge della presenza di amianto nell’abitazione è obbligato per legge ad avvertire gli organi competenti. Inoltre, dovrà affidarsi a una ditta specializzata che si occupa della bonifica dell’amianto in stretta collaborazione con l’ASL competente territorialmente. L’ASL si occuperà di tutto, attraverso un sopralluogo per verificare che si tratti effettivamente di amianto e con la necessaria comunicazione per ottenere il permesso a procedere con lo smaltimento.

La bonifica può essere gestita con diverse modalità. In particolare, si può procedere con la rimozione immediata o programmata nel caso in cui ci si renda conto che il materiale può disgregarsi e rappresentare un rischio concreto per le persone.

L’alternativa è quella di procedere con l’incapsulamento o con il confinamento delle parti in amianto. Qualora non dovesse rappresentare un rischio concreto per la salute delle persone, si può procedere con la realizzazione di una sorta di barriera protettiva che impedirebbe all’amianto di disperdersi nell’aria in qualsiasi caso.

Questi interventi sono effettuati da operatori qualificati in possesso di dispostivi di protezione ad hoc per prevenire la possibile inalazione durante le varie attività.

Il confinamento e l’incapsulamento dell’amianto si esegue peraltro con prodotti specifici che impermeabilizzano completamente. Naturalmente, bisognerà procedere anche con monitoraggi periodici per valutare eventuali situazioni di pericolo e rivedere la gestione.

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