Regime forfettario o prestazione occasionale? Cosa conviene e perché

Regime forfettario

Sei all’inizio della tua carriera come lavoratore autonomo? Allora sicuramente ti sarai posto una domanda: conviene la prestazione occasionale o aprire la Partita IVA a regime forfettario? Dobbiamo ammetterlo, ci sono numerosi falsi miti che ruotano intorno alla questione. Molti sostengono che sia obbligatoria la Partita IVA se viene raggiunta la soglia dei 5.000 euro, ma non è esattamente così.

Infatti, in quello specifico caso, non è obbligatorio aprire la Partita IVA, ma iscriversi alla gestione separata INPS per il versamento dei contributi. Eppure, dopo che hai visto come funzionano le prestazioni occasionali, potresti essere interessato a capire se ti conviene l’apertura della Partita IVA.

Prestazione occasionale o Partita IVA: quale delle due conviene di più?

Come abbiamo sottolineato, la prestazione occasionale può essere un ottimo modo per iniziare a muovere i primi passi nel mondo della libera professione. Tuttavia, come si capisce dalla parola stessa, l’attività dev’essere, appunto, occasionale. Questo vuol dire che deve essere svolta in modo sporadico, non continuativo. Si tratta di un fattore fondamentale che determina la possibilità o l’impossibilità di sfruttarla.

Se hai un tuo sito web devi necessariamente essere in possesso della Partita IVA perché, il solo fatto di disporre di un sito fa in modo che la tua attività sia continuativa.

Quando parliamo di e-commerce facciamo riferimento anche ad Amazon FBA, che si configura come attività abituale. Al contrario, se vendi alcuni dei tuoi prodotti usati tramite un marketplace, come Facebook Marketplace o Ebay, non hai bisogno di aprire la Partita IVA.

Ora che abbiamo capito quelle che sono le regole base della prestazione occasionale, è bene sottolineare che, a partire dal 1° gennaio 2016 è stato introdotto il regime forfettario, un regime agevolato dedicato a tutti quei freelance che vogliono aprire la Partita IVA. Dunque, in alcuni casi, è molto più conveniente passare al regime forfettario.

Vuoi scoprire quando?

Regime forfettario e prestazione occasionale a confronto

Se hai già lavorato in prestazione occasionale, sicuramente saprai che i tuoi compensi saranno ridotti del 20%, a causa dell’applicazione della ritenuta d’acconto. Alla lunga non conviene, specie se devi anche fare l’iscrizione alla gestione separata, versando un’ulteriore percentuale di contributi.

In questi casi, è meglio valutare il regime forfettario, che presuppone una tassazione agevolata al 15%, che scende al 5% nei primi 5 anni delle nuove attività. Inoltre, il regime forfettario ha due altri vantaggi principali: non dovrai applicare l’IVA in fattura, quindi sarai più competitivo sul mercato; non tutti i tuoi incassi vengono tassati.

Per quanto riguarda la tassazione devi sapere che le tasse e i contributi non si pagano sul totale dell’incassato, ma su una percentuale di questo, determinata dal tuo coefficiente di redditività, diverso in base all’attività che svolgi.

Facciamo un esempio

Ipotizziamo che tu sia un copywriter freelance che, in regime forfettario, ottiene un incassato di 20.000 €. Il tuo coefficiente di redditività è del 78% e, non avendo una cassa previdenziale dedicata, devi corrispondere i contributi alla gestione separata INPS (aliquota del 26,23%).

  • Base imponibile: 20.000 € x 78% = 15.600 €
  • Totale tasse da pagare: 15.600 € x 5% = 780 €
  • Totale contributi da pagare: 15.600 € x 26,23% = 4.092 €
  • Totale da pagare: 780 € + 4.092 € = 4.872 €

Per capire se ti conviene utilizzare la prestazione occasionale o aprire la Partita IVA dovresti consultare un consulente fiscale. Fiscozen in questo ti viene in aiuto. Così, per mezzo di una consulenza gratuita e senza impegno, potrai valutare le opzioni migliori per te!

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